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Che gara!!! Che inferno!!!
Qualche chicca:
- 166 km intorno al Monte Bianco
- attraverso 3 diversi paesi: Francia, Italia, Svizzera
- 9.448 metri di dislivello positivo, 9.448 metri di dislivello negativo
- 9 colli a più di 2.000 metri
- tempo limite di 46 ore
- diversi limiti orari lungo il percorso

Qualche parola sull'iscrizione a questa gara…
Per l'edizione 2008 l'iscrizione poteva essere fatta soltanto tramite il sito dell'organizzazione (http://www.ultratrailmb.com/). Prima di tutto ci si registrava per ottenere un ticket, un numero a 5 cifre, che dava diritto, nelle 2 ore successive, all'iscrizione vera e propria. Così, ottenere il ticket era la sfida principale. Non potete immaginare quanto è stato stressante. Tutti sapevano dell'offerta di slot di gran lunga inferiore alla domanda. Tutti erano davanti a un PC con connessione ADSL. Io e molti altri siamo rimasti in ufficio fino alle 9 di sera proprio per essere sicuri di avere la tecnologia sufficiente a strappare un posto. I 1,500 pettorali per i runner francesi e gli altri 1,000 per i runner delle altre nazionalità sono finiti in soli 15 minuti. Addirittura i posti per i francesi erano terminati in 7 minuti! Un vero e proprio record del mondo!
Tornando alla gara, come l'anno scorso, ho raggiunto Courmayeur il 29 agosto, venerdì mattina, con un pullman direttamente da Milano. Se anche voi siete sensibili al tema dell'ambiente e connessi, utilizzate questo servizio che è economico, pratico e consente di dormire, soprattutto al ritorno dopo 2 notti senza sonno. Potete trovare gli orari su http://www.savda.it/ e acquistare il biglietto direttamente on line.
Ho ritirato il mio pettorale a Courmayeur. Scelta perfetta, viste le varie lamentele sul ritiro pettorali a Chamonix. Inoltre, quest'opzione che si può scegliere in fase di iscrizione, consente di vedere la partenza della gara "corta" (Courmayeur-Champex-Chamonix, solo 98 km). Dopo il ritiro e lo spettacolo, ho raggiunto Chamonix con un bus gratuito dell'organizzazione che fa da spola tra i due paesi per tutto il week end.
A Chamonix, soltanto 4 ore prima della partenza, ho iniziato a sentirmi non proprio benissimo. Appena tornato da una vacanza in Africa, il venerdì era proprio il giorno dell'assunzione del Lariam. Il sole splendeva ed era la tipica giornata estiva in montagna, né calda né fredda. Ciononostante avevo i brividi. Mi sono misurato la febbre in farmacia e il termometro segnava qualche linea (37.2°). La cosa incredibile era che nessuno dell'organizzazione avesse un termometro, nemmeno al posto medico indicato sulla mappa!
Subito dopo un pasto veloce e ridotto causa il mio malessere, mi sono mosso verso la piazza principale di Chamonix, luogo della partenza, con almeno 2 ore e mezza di anticipo sullo sparo. In quelle 2 ore e mezza, seduti sull'asfalto a pochi metri dalla linea, abbiamo sentito musica, un breve discorso di Balladur, ex primo ministro francese probabilmente in vacanza, un discorso degli organizzatori, tradotto in 3 lingue e un breve intervento di Topher Gaylord, il presidente di The North Face EMEA e top 10 runner.
La gara è partita alle 18.30 e circa 2,400 runners hanno attraversato Chamonix per i primi 2 km. In questa prima parte della gara, nonostante il malessere, ho probabilmente tenuto un ritmo troppo alto. Comunque, da Chamonix a Les Houches il percorso è abbastanza pianeggiante e sono soltanto 8 km. Dopo Les Houches inizia la gara vera e propria con la prima salita per raggiungere l'Alpage de la Charme. Sono 7 km con un dislivello positivo di 780 metri. Niente di particolare, tuttavia ho iniziato a sentirmi veramente male. Sicuramente partire con un po' di febbre non è stata una grande idea. Ho quindi deciso di proseguire fino a Les Contamines e poi abbandonare dopo soli 31 km. Tenendo a mente questa strategia, sono sceso da l'Alpage a Saint Gervais che si trova ad un'altitudine inferiore a quella di Chamonix (800 metri sul livello del mare contro i 1.035 della partenza) A Saint Gervais, anche se continuavo a non stare benissimo, ho posticipato il ritiro ancora di qualche km. Ho pensato infatti di raggiungere il ristoro successivo a Les Chapieux, per un totale di 50 km di gara, più di ¼ del percorso. Si può anche dire che a Saint Gervais inizia la gara vera a propria. Per raggiungere la Croix du Bonhomme abbiamo percorso 23 km con 1,600 metri di dislivello positive! Durissimi! Come sempre, e forse anche peggio di sempre, la mia resa in salita non è stata buona. Chiunque mi superava, stavo ancora male e non vedevo l'ora di arrivare a Les Chapieux per porre fine a questa tortura. Raggiunto il ristoro, a sorpresa anche di me stesso, ho deciso di raggiungere Courmayeur, circa a metà strada tra partenza e arrivo. Ho iniziato a sentirmi meglio, il bus per il ritiro da Les Chapieux a Chamonix ci mette un'eternità (circa 3 ore) e probabilmente, essendo notte fonda, sarebbe partito il mattino seguente. Inoltre avevo il mio cellulare nel sacco di Courmayeur (l'organizzazione fornisce 2 sacchi per i ricambi e altri effetti personali che il partecipante troverà a Courmayeur e Champex-Lac), quindi era molto meglio recuperarlo personalmente piuttosto che affidarsi all'organizzazione. La sezione di gara tra Les Chapieux e Courmayeur è stata la parte migliore della mia gara. Stavo molto meglio, mi era passata la febbre e i brividi e per la prima volta mi sentivo pieno di energia. Nel corso della salita al Col de la Seigne, 10 km con 1.000 metri di dislivello, ho superato parecchia gente con racchette. Cosa abbastanza strana nella prima metà di una gara. Normalmente è il contrario, supero parecchi concorrenti con le racchette verso la fine. Richiedono un dispendio di energie superiore e sulla distanza si vede! Dopo il Col de la Seigne, abbiamo lambito il Lago Combal, poi una breve salita per l'Arrete de Mont Favre e infine 10 km di discesa per Courmayeur. Dopo aver studiato i passaggi cronometrici mi sono accorto che questi 10 km sono stati i più veloci di tutta la mia gara. Dopo Courmayeur, soltanto dolori e problemi!!!

L'anno scorso ho partecipato alla gara "corta", Courmayeur Champex Chamonix. Quest'anno, per terminare l'UTMB da Courmayeur, dovevo percorrere esattamente lo stesso sentiero. Gli organizzatori hanno introdotto una variante soltanto negli ultimi km. Al posto della vecchia dolce discesa, quest'anno, dopo Vallorcine, c'erano un'ultima massacrante salita (per la Tete aux Vents) e conseguente ripida discesa per raggiungere l'arrivo. Tornando al mio stop a Courmayeur, ero ben conscio di quello che mi aspettava. Alle volte sapere il percorso in anticipo è meglio, altre no. In questo tipo di gara, così lungo ed estenuante, è probabilmente meglio conoscere le varie difficoltà in anticipo, in modo da essere in grado di adottare una qualche strategia di gara che consenta di avere una riserva di energie sufficiente per raggiungere il traguardo. A Courmayeur mi sono riposato per circa 20 minuti, dopodiché ho letteralmente conquistato il Rifugio Bertone dopo una ripidissima e sfidante salita dal centro paese, con un dislivello di 800 metri in soli 4,9 km. Dopo il Bertone abbiamo proseguito in costa, sulle alture della Val Ferret per circa 9 km, passando dal Rifugio Bonatti, prima di affrontare circa 3 km di discesa per Arnuva. Ad Arnuva, stufo del solito cibo dei ristori, ho deciso di approfittare dei 5 € di emergenza che porto sempre con me per comprarmi a un bar 2 bei gelati alla frutta (Solero). Erano esattamente quello che volevo in quel momento, freschi e buonissimi. Ad Arnuva purtroppo sono anche iniziati i miei dolori alle ginocchia e al tendine in cima al quadricipite, poco sotto il bacino. Nel breve stop ad Arnuva ho quindi cercato di porre rimedio come fanno negli USA. Ho immerso le gambe nell'acqua gelida del torrente per circa 2 minuti. Per un po' è andata meglio, ma dopo alcuni km di gara ero al punto di prima, dolore, dolore e dolore. Come l'anno scorso, ad Arnuva è iniziata la parte più dura di tutta la gara. La salita al Col Ferret è stata come sempre durissima. Per di più erano circa le 13, il sole era a picco e avevo già 94 km nelle gambe! Dopo il Colle, raggiunto con 4,6 km e altri 800 metri di dislivello, abbiamo corso giù verso la Svizzera per la più lunga discesa di tutta la gara, circa 18 km. Abbiamo attraversato il paese di La Fouly, ristoro incluso, e il bellissimo Praz de Fort. Sicuramente il più bel paese di montagna di tutta la gara. E' formato da chalet di montagna tradizionali, in legno con fienile e a impatto ambientale nullo. Oltre alla bellezza del paesaggio, il fatto di essere soltanto a 7 km da Champex Lac, mette tutti di buon umore. Infatti, raggiunto Champex, manca soltanto 1 maratona alla fine. Certo, una maratona notturna in montagna dopo averne percorse altre 3, ma si può dire che psicologicamente manca poco alla fine. Raggiunto il bellissimo ristoro di Champex alle 20 e davanti a un bel piatto di pasta, ho cominciato a tremare visibilmente. Forse a causa della fatica, o forse per la temperatura fresca dopo il gran caldo del giorno. Ho quindi optato per una pausa di 20 minuti sotto le coperte, nella zona riposo allestita dietro il ristoro. Alle 21.15 ho lasciato Champex per la salita peggiore di tutta la gara: La Bovine. Sono 900 metri di dislivello in 4 km. Salita ripidissima, impegnativa, in notturna e con altissimi gradini in pietra. L'anno scorso è stata la parte più massacrante della gara, quest'anno anche! Superata La Bovine, ho raggiunto Trient con 6 km di discesa. A Trient, ormai per nulla preoccupato per il cronometro, ho fatto un'altra pausa letto di circa 30 minuti. Mi ha aiutato parecchio, anche perché prima di questo stop ho rischiato più volta di addormentarmi sul sentiero! Camminando su dall'ennesima salita, ho raggiunto Catogne. Poi, dopo Catogne, Vallorcine con relativa facilità. Ma ancora, a Vallorcine, mi sono concesso l'ultima pausa sonno, di 30 minuti, prima di affrontare l'ultima sezione di 17 km. Ho chiesto a un volontario di svegliarmi alle 5.30 e sono ripartito sperando di chiudere la gara in meno di 40 ore. Il dolore alle gambe era insopportabile. Non solo non riuscivo a correre, ma anche camminare era una tortura. Per i primi 3 km, ho letteralmente strisciato. Nella salita a la Tete aux Vents invece, non so come e forse perché sapevo essere veramente l'ultima, ho forzato molto e sono andato benissimo, superando parecchi racchettati. In cima, dopo un breve falsopiano, il ristoro. Ricorderò per sempre il "flan" (una torta fatta con crema pasticciere solida) che mi sono divorato. Tanto più che è uno dei miei dolci preferiti! Infine, l'ultima discesa per Chamonix, eterna e lentissima per me.

Ho finito la gara 534° su 1.269 finishers. In partenza eravamo in 2,377.
Naturalmente appena terminate la gara ho promesso a me stesso che non l'avrei più fatta. Mi sono detto: "mai più gare sopra i 90 km"! Si tratta della solita reazione post gara, soprattutto quando finisci annaspando piuttosto che correndo. Sono rimasto convinto dell'abbandono all'Ultra per almeno 1 settimana/10 giorni. Il rigetto non è mai durato tanto, probabilmente perché non ho mai fatto una gara così lunga!!! Adesso, trascorso più di un mese da quando ero a Chamonix, sto già riflettendo sul fatto che forse l'anno prossimo potrei metterci un paio di ore in meno…
Agostino Lalla, 04/11/2008