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Sì. Ce
l'ho fatta, il chip ufficiale recita 5:29:19... insomma, come diceva elio e le storie tese in una canzone,
non proprio il primo della lista ma neanche l'ultimo degli stronzi.
Alla partenza arrivo 2 ore e mezza prima, assolutamente
inutile, l'attesa non passa mai. Decisivo il sacco della spazzatura e 4 chiacchiere con i partecipanti;
parto affiancato ad una francese vestita ....da ballerina di cancan.
Ora capisco che vuoi fare la stravagante ma
almeno scegliti un costume più aerodinamico che non faccia effetto paracadute! Alla partenza l'ho
vista che zampettava e faceva vedere le gambe; a Marghera, zona industriale, si è fermata e li se fai vedere le gambe
ti carica il primo camionista lituano lontano da casa da 3 mesi: quindi a tutte le donne in ascolto, un
consiglio non vestitevi da ballerina di cancan.
Parto tranquillo, forse troppo; mi metto in scia al gruppo dei
pacers dei 6.00. Mi dico è la prima, l'importante è arrivare. Scenario
fantastico, ci sono gruppi rock che suonano all'interno del paese che ti danno grande carica ogni volta che passi, ma soprattutto
la cosa che ricorderò come più emozionante oltre all'arrivo sono i bambini che ti chiedono di battere il 5 quando
passi...solo per questo vale la pena di correre la maratona.
Dopo un oretta (non ho fatto riscaldamento per paura
di sprecare energie) le gambe cominciano a girare ed arrivo facilmente al 30 km, dove comincio a superare agilmente quelli
davanti a me; ma c'è qualcosa lì dietro che mi attende minaccioso....il ponte della libertà, 5km di rettilineo
con le macchine ed i treni che ti sfrecciano accanto...forse se chiama ponte della libertà perché è talmente
tosto a piedi che uno è libero di ritirarsi? No, vado avanti a costo di fare il passo del giaguaro...
E
poi 14 ponti a Venezia. Premesso che quando sono arrivato io di gente che applaudiva ce n'era pochina,
poi quando arrivo sul canal grande... spettacolo sono entusiasta e per richiamare l'attenzione mi metto ad urlare come un
pazzo “IO STO VENENDO DI CORSA DA PADOVA!!!!!!!!”
Sarà questa la frase che mi ricorderò
sotto lo striscione, fatto ad una velocità pazzesca mentre fino a 500 metri prima camminavo. Sicuramente
era l'adrenalina, però fare gli ultimi 10 km tra container e rettilinei infiniti senza persone che ti incitano mentalmente
ti uccide. Ecco, se devo dire una cosa forse le maratone cittadine sono mentalmente più facili.
Volata finale fatta con una signora 65 enne dell'avis Pavia....come dicono a Birmingham....'TACCI SUA, ma io posso
sprintare CON UNA SIGNORA 65 ENNE DI PAVIA????????? Quest'affronto va lavato col sangue (della signora
si intende) a Roma 2010....
Grazie ad Angela ed al texano; di lavoro davanti ce n'è tanto mi sa che ero l'unico a fare
il metodo Galloway!
Roberto Torrisi
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