oops,gottaRUN!

Roma! La Maratona di Roma
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21 marzo 2010:  La Maratona di Roma

“….la sotto l’arberi de lungotevere n’omo cammina ..anzi se trascina….Roma damme na mano a fammece arrivà……”

Ore 7.00 La donna venuta dal freddo delle ande comincia a menare le danze….anzi diciamo pure le panze, visti gli stomaci del sottoscritto e di Bes..e fa il check del necessaire:
carta carburante
tessera aci
sacco spazzatura
filo interdentale (maniaca dell’igiene orale)
merenda

Va be usciamo di casa alle 8, e io che volevo prendere la metro perché avevo dei cattivi presagi sulla prestazione che avrei potuto erogare nella giornata sono costretto….ad andare a piedi alla partenza L, tanto è qua dietro! Diceva la maestrina saputella, sarà ma secondo me 2 km me li so fatti tutti; e chi lo sa senza quei 2 km iniziali magari ….

Arriviamo alle gabbie dove una volta tenevano i leoni prima del combattimento adesso ci sono 3 gattacci spelacchiati (io, bes e la maestrina) che miagolano, 2 cantano una canzone di un certo Pollon….mah per me potrebbe essere un candidato veneto dell’udc però mi dicono essere molto famoso in giappone.

Giriamo intorno al colosseo e parte l’attacco di 2001 odissea nello spazio, BRIVIDI, peccato che dopo 10 minuti è stata sostituita da “the final countdown” solo il ritornello però, sparata ad un volume altissimo peccato un occasione persa….ma si sa i romani so un po coatti.

Start! mimi è coco partono e io gli dico “ci vediamo a Milano” in effetti vado per la mia strada con il mio ritmo, sapendo di non avere il loro allenamento ma  come al solito ci sono i personaggi allegri a tenermi compagnia che caratterizzano la maratona; 
nello specifico:
un centurione romano, con tanto di scudo e freccia, STOICO
un giapponese che correva scalzo e che alla fine ha concluso la maratona, e i romani con il tono compassato che li caratterizza gli gridavano:  attento ai vetri!
Uno vestito da neonato con tanto di ciuccio al collo, praticamente c’ha messo un ora in mezzo in più perché doveva fermarsi continuamente per fare le foto
Si prosegue fino al 22 km tutto bene, correndo con la canotta firmata da Jeff, c’erano le californiane  che commentavamo dietro di me la cosa, ed ho capito che per rimorchiare devi correre con la canotta di Jeff Galloway e vestito da neonato.

Al 25 km cominciano i crampi e la parte più tosta, il cavalcavia dell’olimpica, decido…di drogarmi; mi sparo l’aspirina di mamma e praticamente riesco a fare …100 metri veloci, dopo di che ricomincia il calvario.

Si passa davanti alla moschea, si è ora di convertirmi alla religione islamica, allah dammi la forza di arrivare in fondo o quantomeno un cammello che mi porti alla fine come a Marrakech.

Niente, vado avanti, devo dire organizzazione perfetta, e personale molto simpatico che ti incita fino alla fine che arriverà dopo 5, 54, ben  30 minuti in più che a Venezia….Va be di più non potevo fare visto che l’ultimo lungo che avevo fatto era di 15 km 2 settimane prima a Rio de Janeiro con 35 gradi, con il cristo che allargava le braccia come per dire; figlio mio ma non è meglio preparare la mezza maratona? Così sarà 

Di seguito mail riepilogativa del coach romano che mi rimprovera il metodo e mi invita ad essere più costante negli allenamenti...

Roberto Torrisi