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E' stata una
grande emozione!!
A dir la verità
la mattinata non era iniziata benissimo. La levataccia alla 4 del mattino, poi il pullman, la pioggerellina
fastidiosa, l'umido e il freddo…
No, non vado, ma chi me l'ha fatto fare!!!
Ormai sono nell’ingranaggio, Angela non molla e io non
posso scappare. Discutiamo sotto un tendone, sdraiati
sopra un telo di plastica per ripararci dal freddo. (Al telo di plastica ci ha pensato Luigi, mio marito, anche
lui qualcosa di buono lo fa!)
Ultimi
accordi: io sono green, Bes, Sergio, Fabrizio, Giorgio, Michele e Alberto hanno il colore orange... e
ora cosa faccio????
Colpo di scena: Angela
è orange, ma corre con Roberto e Luisa che sono green; è il colpo di fortuna che dà la svolta alla giornata
uggiosa. Prima di dividerci Angela fa un discorso a tutto il gruppo: mi piace, mi dà un pò di conforto.
Siamo pronti: aiuto grande ansia!!! Mi accodo e marco stretto il gruppo green. Con me c’è una mia amica, Simona, che non ha
mai corso con il metodo Galloway, ma anche lei è un pò spersa nella folla e decide di venire con noi.
Vi risparmio la descrizione delle toilette, potete
immaginare.... Luisa dispensa consigli: “non togliere ancora il giaccone, aspetta, buttalo alla fine del ponte perchè
il vento sarà molto forte” (ed infatti così sarà).
Partiamo: 2 minuti di corsa e 1 di camminata (ma io di solito faccio 4+1, andrà
bene? non ho scelta da sola non vado). Corriamo,
passano i primi Km, anzi le prime miglie, e meraviglia delle meraviglie sto bene. (tra parentesi devo aggiungere che psicologicamente
26 miglia sembrano molto meno di 42 Km). Simona, la mia amica, è gasatissima, il metodo Galloway le piace molto,
è una scoperta meravigliosa, d’ora in poi correrà solo così, mi assicura.
Più passano le miglia più siamo pimpanti.
Al 27’ Km Angela consiglia a Simona e a
me di aumentare l’andatura. Andate,
ci dice, la seconda parte della gara si fa più con il cuore che con le gambe... non mollate. E chi pensa di mollare, stiamo benissimo, rifornimenti, gatorade
e acqua si alternano, gelatine e via... non sentiamo la fatica, non sentiamo le salite. Ma non ci avevano detto che in questo punto avremmo sofferto tantissimo, che la
1st Av non sarebbe finita mai??? Chiacchiere,
musica, la gente che acclama Italia, Italia....looking good, looking good. Siamo già sulla 5st Av!!!
Entriamo in Central Park, mancano 3 miglia, corro come una pazza, non so cosa mi abbia preso!!! Dico a Simona: “io vado, devo finire sotto le 5 ore,
voglio vedere il mio nome sul New York Times”. Mi risponde Simona: “Ma sei matta? Mancano
5 minuti alle 5 ore e 3 miglia da percorrere, è impossibile!!” Non ascolto, non sento più niente.
Corro, corro, corro. 26 miglia: è finita!
Meno male che ho di fianco a me un signore italiano che si accorge che mi sto fermando e mi avverte: non è
finita, corri!!
Taglio il traguardo:
medaglia, telo per coprirmi, foto. Sono
fresca come una rosa, non ho un dolore: SONO ARRIVATA e sto bene. E’
UN MIRACOLO!!! Grazie Angela
P.S.
dimenticavo! Ho finito in 5.10, penserete che non è un gran tempo, per me invece ha del prodigioso dato che ho
inziato a correre per la prima volta con Angela a maggio di quest’anno....
Sveva Dalmasso
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